Un gran balzo di Eni ieri in borsa, il titolo ha chiuso con un +7,1% a 23,58 euro per 71,4 miliardi di capitalizzazione (Ftse Mib -0,5%) dopo i conti brillanti, il rialzo delle attese e del buyback e l'annuncio di un possibile dividendo straordinario.
Il colosso petroliero guidato da Claudio Descalzi ha chiuso il secondo trimestre con risultati in forte crescita rispetto a un anno fa, sostenuti dall'aumento della produzione, dal contributo dei business della transizione (quindi anche quelli green) e da uno scenario favorevole delle materie prime.Nel periodo aprile-giugno l'ebit proforma adjusted è salito a 5,38 miliardi di euro, quasi raddoppiando rispetto allo stesso periodo del 2025 e segnando un progresso del 52% sul trimestre precedente.
L'utile netto adjusted si è attestato a 2,3 miliardi, più che raddoppiato su base annua.La crescita è stata trainata dall'upstream.
L'ebit adjusted dell'Exploration & Production è salito a 4,77 miliardi, in aumento del 97% rispetto al secondo trimestre 2025 e del 42% sul trimestre precedente, grazie ai maggiori volumi, all'efficienza operativa e ai migliori prezzi di realizzo del greggio.
La produzione di idrocarburi è a sua volta cresciuta dell'11% su base omogenea, raggiungendo 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno, sostenuta dall'entrata a regime dei nuovi progetti in Africa occidentale, Golfo d'America, Norvegia e Indonesia.Positivo anche il contributo dei business della transizione.













