di

Fausta Chiesa

Aumentato a 3,4 miliardi il piano di riacquisto di azioni proprie. Descalzi: «Anno dopo anno, stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi»

Con il raddoppio dei profitti nel secondo trimestre a quota 2,3 miliardi (+196%) Eni ha messo a segno uno dei risultati migliori di sempre che portano con l'utile netto rettificato del primo semestre di quest’anno a 3,635 miliardi, in progresso del 43% sullo stesso periodo del 2025. Il gruppo guidato da Cluadio Descalzi nlla nota a commento dei risultati parla di «progressi eccellenti del secondo trimestre che rafforzano le previsioni per l'anno». La crescita della produzione su base omogenea, al netto dell’effetto prezzo, è stata dell’11% a 1,79 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, quasi invariata su base sequenziale, grazie all’entrata a regime dei nuovi progetti in Africa Occidentale, nel Golfo d’America, in Norvegia e in Indonesia. La previsione annuale di crescita della produzione è stata rivista al rialzo a circa il 5 per cento.

Descalzi: «Società sempre più solida»Claudio Descalzi, ceo di Eni, ha commentato: «I risultati del semestre dimostrano che, anno dopo anno, stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del nostro portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi, sulle nostre competenze distintive nell’esplorazione, su una crescente esposizione ai business legati alla transizione energetica, e con opportunità di valorizzazione anticipata degli asset. Questi fattori supporteranno una generazione di cassa ricorrente nel lungo periodo, che ci permetterà di continuare ad assicurare agli azionisti una remunerazione significativa con un’importante condivisione dei benefici derivanti dagli scenari di mercato più favorevoli, mantenendo al contempo una struttura patrimoniale estremamente robusta, come dimostra il rapporto di indebitamento pro forma pari al minimo storico del 10%. Grazie a questi risultati, il programma di buyback viene incrementato di ulteriori 600 milioni, fino a 3,4 miliardi».