Eni chiude il quarto trimestre 2025 con un balzo dell’utile netto adjusted a 1,2 miliardi, in rialzo del 35% rispetto all’anno prima, grazie soprattutto alla spinta del motore storico del gruppo, l’esplorazione e produzione. Stessa dinamica in crescita anche per il flusso di cassa operativo (+4%), a quota 3 miliardi, al di sopra della traiettoria dell’ultimo piano che sarà aggiornato il prossimo 19 marzo. Nonostante lo scenario complessivo che resta particolarmente incerto, dunque, i conti di Eni tengono nell’ultimo trimestre, mentre il contesto debole, con il Brent in decisa flessione, ha inciso sull’intero anno provocando un rallentamento del 5% per l’utile netto adjusted, sceso a 4,99 miliardi.
Descalzi: risultati strutturalmente solidi nel 2025
«Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all’esecuzione della nostra strategia, costruita nell’arco degli ultimi anni - è il commento dell’ad Claudio Descalzi a valle del cda che ha approvato i conti -. Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e aumentando la distribuzione per gli azionisti».










