Eni archivia il primo trimestre del 2026 con risultati solidi: aumento della produzione a 1,8 milioni di barili al giorno (+9%) grazie alla ricca stagione esplorativa tra giacimenti di petrolio e gas dall’Angola al Nord Africa fino all’Indonesia, che ha raggiunto quota un miliardo di barili in più; annuncio di un incremento del buyback del 90%, che altro non è che un effetto del rialzo delle stime del flusso di cassa operativo (atteso in aumento del 20% rispetto alla previsione iniziale di 13,8 miliardi); dividendo confermato a 1,10 euro per azione.

Sono questi alcuni dei risultati del gruppo guidato da Claudio Descalzi, riconfermato da poco al quinto mandato. Che sottolinea come in un contesto di mercato caratterizzato da «estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia, con l’obiettivo di garantire al mercato e ai propri clienti energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico».

Descalzi: “Solidità fondamentale per gli investimenti”

E continua: «I risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati». Inoltre, per l’amministratore delegato la «crescita produttiva» si dimostra «eccellente» per l’esplorazione e la produzione, ormai un motore imprescindibile del gruppo.