Produzione di idrocarburi in aumento dell’8%, capacità installata da fonti rinnovabili cresciuta del 33%, utile netto rettificato a 3,65 miliardi di euro, salito del 43%. Sono alcuni dei numeri dei primi sei mesi del 2026 di Eni in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ieri, martedì 28 luglio, il consiglio di amministrazione del gruppo energetico, sotto la presidenza di Giuseppina Di Foggia, ha dato il via libera ai conti. Dinanzi ai «progressi eccellenti nel secondo trimestre», spiega una nota, Eni migliora «le previsioni su risultati operativi e generazione di cassa, determinando un nuovo aumento del programma di riacquisto di azioni proprie». Snocciolando i punti salienti: previsti un incremento della produzione oil&gas su base omogenea al 5% (prima era del 3-4%), Cffo rettificato a 15 miliardi - sulla base di uno scenario con Brent a 85 dollari al barile e gas al Ttf a 50 euro al megawattora -, e soprattutto in aumento il programma di buyback per l’anno a 3,4 miliardi, +20% rispetto alle previsioni del primo trimestre. Un’iniezione di 600 milioni aggiuntivi, in sostanza. A ottobre la decisione sul dividendo straordinario Inoltre, «alla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato», a ottobre Eni «deciderà sull’attivazione del dividendo straordinario». Intanto, viene confermato il dividendo a 1,1 euro per azione per il 2026. Ad ogni modo, l’amministratore delegato Claudio Descalzi parla di «risultati eccellenti» nell’ultimo trimestre frutto di un «portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico».