L’incremento del programma di buybackPer il ceo di Eni, «i risultati del semestre dimostrano che, anno dopo anno, stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del nostro portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi, sulle nostre competenze distintive nell’esplorazione, su una crescente esposizione ai business legati alla transizione energetica, e con opportunità di valorizzazione anticipata degli asset». Tutti fattori che, evidenzia Descalzi, «supporteranno una generazione di cassa ricorrente nel lungo periodo, che ci permetterà di continuare ad assicurare agli azionisti una remunerazione significativa con un’importante condivisione dei benefici derivanti dagli scenari di mercato più favorevoli, mantenendo al contempo una struttura patrimoniale estremamente robusta, come dimostra il rapporto di indebitamento pro forma pari al minimo storico del 10%. Grazie a questi risultati, il programma di buyback viene incrementato di ulteriori 600 mln di euro fino a 3,4 miliardi».Migliorate le previsioni sui risultati operativiCon un occhio al prosieguo dell’anno, Eni ha rivisto, come detto, alcuni parametri, a cominciare dalle previsioni sui risultati operativi. In particolare, per il 2026, il gruppo prevede una crescita della produzione oil&gas su base omogenea rivista in rialzo a circa il 5% rispetto al precedente intervallo obiettivo del 3-4%. L’Ebit proforma adjusted di Ggp in rialzo a oltre 1,4 miliardi, in crescita del 40% rispetto alla previsione iniziale Quanto ai satelliti, l’Ebitda proforma adjusted di Enilive rivisto al rialzo a 1,3 miliardi (da 1,1 miliardi) allo scenario attuale e Plenitude confermato a 1,3 miliardi. La capacità rinnovabile installata a fine esercizio pari a 6,5 GW (Plenitude al 100%); capacità di bioraffinazione pari a 2,1 Mtpa (milioni di tonnellate l’anno), cui si aggiungono 1,5 Mtpa in costruzione (quota Enilive).Rivista al rialzo la stima annuale di generazione di cassaPer i risultati consolidati, rivista al rialzo, come detto, la previsione annuale di generazione di cassa: Cffo (cash flow from operations) adjusted pari a 15 miliardi, sulla base di uno scenario aggiornato Brent pari a 85 dollari al barile, margine di raffinazione SERM (lo Standard Eni Refining Margin, vale a dire l’indicatore usato da Eni per misurare il margine di profitto teorico della raffinazione del petrolio) di 14 dollari al barile e prezzo del gas Ttf pari a 50 euro per megawattora al cambio euro/dollaro di 1,16, evidenziando un miglioramento di 0,7 miliardi rispetto alle sensitivity del gruppo, I capex lordi sono confermati a 7 miliardi, i capex netti rivisti in riduzione rispetto alla precedente guidance inferiori a 5 miliardi. Mentre il gearing proforma è atteso al limite inferiore dell’intervallo del 10-15% e il gearing reported atteso convergere allo stesso livello a fine anno.Sale il programma di buybackAnche la remunerazione degli azionisti viene rivista al rialzo in virtù della crescita dei risultati. Così Eni ha previsto in aumento il programma di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi, + 20% rispetto alla precedente previsione del primo trimestre di 2,8 miliardi, in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi) sotto forma di incremento di buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari barile. Il nuovo valore del buyback rappresenta un incremento di oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi al cash flow di budget.A ottobre la decisione su un eventuale dividendo straordinarioAlla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato e a condizione che tale livello si mantenga al di sopra del 50% del margine di raffinazione di riferimento (quindi almeno a 9 dollari per barile rispetto ai 6d dollari del budget), nel mese di ottobre si deciderà sull'attivazione del dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato che, in caso di scenari superiori a 90 dollari al barile, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione, prevede che il 100% dell'incremento del Cffo sia distribuito come dividendo straordinario nell'ultimo trimestre e sulla base delle sensitivity unitarie (1 dollaro SERM equivale a 0,08 miliardi). Confermata, infine, la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).
Eni, l’utile netto adjusted raddoppia a 2,3 miliardi nel trimestre. Descalzi: «Risultati eccellenti»
I numeri sostenuti dalla crescita dell’E&P, della GGP e dei satelliti della transizione. Riviste al rialzo le aspettative sui risultati operativi e sulla generazione di cassa. Il buyback sale a 3,4 miliardi












