Roberto Mancini ha avuto anche un pensiero al grande amico ed ex compagno di mille avventure, Gianluca Vialli scomparso nel gennaio 2023. Con cui aveva condiviso anche la prima avventura in azzurro, con la straordinaria vittoria di Euro 2020.
Roberto Mancini è tornato sulla panchina della Nazionale e il 28 luglio 2026 il neo Presidente della FIGC Giovanni Malagò lo ha annunciato ufficialmente come nuovo CT, con Claudio Ranieri nel ruolo di Direttore Tecnico e presidente del Club Italia. L'occasione per aprire un nuovo ciclo ma senza dimenticare ciò che accadde tre anni prima, quando ci fu il primo ciclo sulla panchina dell'Italia, culminato nel successo di Euro 2020, condiviso con Gianluca Vialli, il grande amico di una vita scomparso nel gennaio 2023, che è stato ricordato anche dal CT con grandissimo affetto: "Credo sia felice anche lui oggi, se ci fosse stato non sarebbe accaduto nulla".
Le parole per Vialli di Mancini in conferenza: "Avremmo vinto qualcos'altro" "Cosa mi direbbe Gianluca Vialli?". La domanda posta a Roberto Mancini nel mezzo della conferenza di presentazione arriva spontanea nei ricordi della prima avventura azzurra. "Ci fosse stato lui forse non sarebbe accaduto nulla… saremmo andati avanti e avremmo vinto qualcos’altro". Per poi aggiungere: "Credo che anche lui in questo momento sia molto felice". Poche ma precise parole che hanno riavvolto il nastro dei ricordi, indietro di quarant’anni, per una delle amicizie più solide e influenti di sempre del calcio italiano. Mancini e Vialli, i "gemelli del gol" dentro e fuori dal campo Mancini e Vialli si erano conosciuti da ragazzi nelle nazionali giovanili con un legame che si era trasformato in qualcosa di magico alla Sampdoria a metà degli anni Ottanta, identificato nei "gemelli del gol", vincendo insieme lo Scudetto del 1991, tre Coppe Italia e la Coppa delle Coppe. Insieme hanno condiviso spogliatoio, vittorie, sconfitte, tra cui quella più bruciante con la finale di Coppa dei Campioni persa a Wembley nel 1992 contro il Barcellona. In una complicità che è sempre andata oltre il campo e oltre il tempo anche quando le strade professionali si sono separate: Vialli proseguì la carriera da giocatore e poi da allenatore, anche in Inghilterra. Mancini intraprese la via della panchina, con successi importanti.













