Per anni impegnato in processi a no tav, il magistrato analizza, in un'intervista esclusiva all'Adnkronos, i drammatici scontri del 25 luglio scorso in Val Susa, con oltre 120 uomini delle forze dell'ordine rimasti feriti. Poi, sull'ipotesi che dietro gli attacchi ci possa essere stata una 'regia' del centro sociale Askatasuna, sottolinea: "Se fosse così, sarebbe una vendetta per lo sgombero"
La guerriglia No Tav di sabato in Val Susa ha segnato un "salto di qualità" per la strategia, per la prima volta "veramente militare", usata dagli antagonisti. Comportamenti "di una gravità straordinaria" per i quali occorrerebbe prevedere anche normativamente "un reato ad hoc con pene molto severe". Francesco Saluzzo, ex procuratore generale di Torino per anni impegnato in processi a no tav, analizza così, in un'intervista esclusiva all'Adnkronos, l'assalto ai cantieri della Tav e gli ultimi drammatici scontri del 25 luglio scorso, con oltre 120 uomini delle forze dell'ordine rimasti feriti. Poi, sull'ipotesi che dietro gli attacchi ci possa essere stata una 'regia' del centro sociale Askatasuna, sottolinea: "Se fosse così, sarebbe certamente una vendetta per lo sgombero".
Procuratore Saluzzo, sabato i cantieri della Tav in Valsusa sono stati, ancora una volta, teatro di attacchi violenti. Che idea si è fatto dell’accaduto?













