| 29 Luglio 2026 12:01 |
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(Adnkronos) – La guerriglia No Tav di sabato in Val Susa ha segnato un “salto di qualità” per la strategia, per la prima volta “veramente militare”, usata dagli antagonisti. Comportamenti “di una gravità straordinaria” per i quali occorrerebbe prevedere anche normativamente “un reato ad hoc con pene molto severe”. Francesco Saluzzo, ex procuratore generale di Torino per anni impegnato in processi a no tav, analizza così, in un’intervista esclusiva all’Adnkronos, l’assalto ai cantieri della Tav e gli ultimi drammatici scontri del 25 luglio scorso, con oltre 120 uomini delle forze dell’ordine rimasti feriti. Poi, sull’ipotesi che dietro gli attacchi ci possa essere stata una ‘regia’ del centro sociale Askatasuna, sottolinea: “Se fosse così, sarebbe certamente una vendetta per lo sgombero”.
Procuratore Saluzzo, sabato i cantieri della Tav in Valsusa sono stati, ancora una volta, teatro di attacchi violenti. Che idea si è fatto dell’accaduto?
“Credo dovesse essere molto prevedibile perché era un doppio anniversario, 15 anni dai fatti del 2011, che sono stati i più gravi, e vent’anni dal 2006, quando ci furono i primi veri ‘interventi militari’ di queste aggregazioni in parte anarchiche, in parte antagoniste, in parte black block: il 2026, quindi, si annunciava un po’ come l’anno della rivincita dopo un periodo di relativo sonno. Soprattutto secondo me i fatti di questi giorni hanno rappresentato un salto di qualità anche dal punto di vista della tattica, della strategia che è stata veramente militare e per i danni ingenti che hanno provocato, non solo ai cantieri ma anche alle forze dell’ordine contro le quali si è toccato l’apice rispetto a tutti gli altri scontri che ci sono stati in Val Susa negli anni precedenti”.












