Antonio Rinaudo (Ansa)

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Antonio Rinaudo tra il 2011 e il 2016 ha seguito le inchieste sui No Tav, le violenze in Val Susa e la galassia antagonista. E già all’epoca espose tesi che oggi sembrano confermarsi molto azzeccate.

Vorrei partire da quello che ha detto qualche tempo fa Lucia Musti, procuratore generale di Torino: esiste una zona grigia, una parte di borghesia che protegge i No Tav o in qualche modo li sostiene.

«Io farei riferimento a un concetto più ampio della sola borghesia. Parlerei di un mondo che tollera o ha uno sguardo di favore. E qui la fascia è molto più ampia. Ci sono persone in Valsusa che sono anche semplici cittadini – l’artigiano, il contadino, l’agricoltore – che sono decisamente contro l’opera per ragioni storiche ataviche, per ragioni che sono da ricondurre anche alla loro matrice culturale».