di

Simona Lorenzetti

Da pm ha indagato sul mondo antagonista: «Per gli assalti al cantiere contestammo l’associazione con finalità di terrorismo, ma la Cassazione disse che era solo danneggiamento»

Antonio Rinaudo da pm ha indagato sul mondo antagonista e sulle violenze No Tav. Le scene viste sabato a Chiomonte ci riportano indietro di molti anni. «Stesse dinamiche, era terrorismo dieci anni fa e lo è ancora adesso. All’epoca io e il procuratore Gian Carlo Caselli fummo lungimiranti, loro ciechi».

Loro, chi? «I giudici della Cassazione. Per gli assalti al cantiere contestammo l’associazione con finalità di terrorismo, ma la Cassazione disse che era solo danneggiamento e non c’era la volontà di impedire la costruzione dell’opera. Parlarono di sproporzione tra le contestazioni e il fatto oggettivo: due o tre molotov non potevano convincere lo Stato a desistere. Trovatemi un altro cantiere al mondo presidiato dall’esercito».