Roma. L’assalto No Tav in Val di Susa, gli agenti feriti, l’onda di disordini dopo la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, la premier che chiede alla magistratura di “fare il massimo”, la segretaria del Pd Elly Schlein che invita il governo “a non strumentalizzare”. Fine degli appelli unitari da due parti? Il leader di Azione Carlo Calenda, “non facendo parte di nessuno dei due schieramenti”, dice al Foglio, trova “gravi questi opposti atteggiamenti: la politicizzazione, e quindi il rappresentare la sinistra come se coincidesse con gli antagonisti No Tav, e il collateralismo: il pensare che con gli antagonisti e i violenti si possano raggiungere compromessi, come il dare spazio nei cortei il 25 aprile o il finanziare le associazioni a loro vicine ”. Soluzione? “La situazione sta peggiorando, non si può far finta di nulla o pensare di poter ragionare con le forze antagoniste”. I leader del centrosinistra si sono dissociati dalle violenze, anche se in alcuni casi con ritardo. “Io non penso che Elly Schlein sostenga i No Tav, ma penso ci siano aree di contiguità, per esempio tra Avs e la parte estrema dei Pro Pal, dove appunto si fa finta di niente o si pensa di potersi accordare. Un gravissimo errore che il Pci non ha commesso”. Calenda intravede anche un doppio fallo di comunicazione: “Ci sono volute 24 ore perché Schlein condannasse le violenze a Bologna e Meloni dicesse una parola sul video indecoroso di Roberto Vannacci”. Non è soltanto il video, il problema con Vannacci. “Credo ci sia una componente antidemocratica fascistoide che Vannacci rappresenta, neanche più tanto nascosta”, dice Calenda, alludendo al ciondolo con ascia bipenne indossato dal generale, antico simbolo di Ordine Nuovo. “Sento alcuni esponenti di Forza Italia dire: vedremo. Vedremo cosa, di fronte a un fascista eterodiretto dei russi?”. (Rizzini, segue in inserto IV)Ma anche a sinistra, dice Calenda, “quando sei di fronte alla presenza di frange No Tav o Pro Pal infiltrate da delinquenti, devi isolarle. E’ il momento di essere durissimi, com’è stato il Pci”. Perché la sinistra erede del Pci non ci riesce o non del tutto? “Il Pci aveva una sua organizzazione e una sua serietà che il Pd ha perso. E’ diventato gruppettaro, o almeno lo è il Pd di Schlein. Ma anche nel centrodestra non abbiamo certo un De Gasperi, che non accettò mai di allearsi con il Msi, dicendo no anche a Pio XII. E Vannacci è molto oltre il Msi: non solo è un fascista dichiarato, ma anche, ripeto, un burattino di Putin”. Persino nel calcio ci si è dovuti porre il problema, e l’ambasciata russa ha espresso solidarietà ad Andrea Pirlo, non più candidato ct della Nazionale per via delle sue passate collaborazioni. “Le autocrazie hanno capito che possono comprare chi vogliono in Occidente, dai calciatori ai politici, vedi il nostro amico Matteo Renzi, a suo tempo pagato per parlare di Rinascimento saudita, o l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, pagato da Putin. Ma la Russia è un nostro nemico, colpisce con cyber-attacchi, vuole la distruzione dell’Europa. Non possiamo consentire che le autocrazie ci infiltrino”. Calenda ha chiesto più volte a Meloni di rendere nota la relazione del Dis sui rapporti tra forze politiche e interferenze straniere. “Ho chiesto per esempio di fare luce sui profili falsi che sostengono Vannacci, Di Battista e i filorussi di estrema sinistra. Vogliamo un patto democratico? Bene, facciamo sì che le persone sostenute dalle autocrazie nemiche dell’Europa – o che le sostengono – vengano escluse dai due schieramenti: un cordone di sicurezza”. Intanto Elly Schlein apre a lei, Calenda. “‘Ndo cojo cojo’, come si dice a Roma. Divertente, della serie: va bene chiunque. Ma il problema è che cosa proponi. Ed è chiaro che Azione non può stare con il M5s: non condividiamo nulla. L’unica idea di Schlein è ‘tutti contro Meloni’, non ‘come vogliamo governare l’Italia’”. Per questo Calenda sta lavorando a un’intesa con le forze di centro: Azione, Pina Picierno con Spazio Pubblico e Luigi Marattin con i Libdem. “Serve una forza moderata nei valori, ma pragmatica nell’azione. Una forza che scardini il sistema attuale”. Come? “Rivoluzionare la politica italiana rispetto a quello che non fa trent’anni, cioè valutare le cose nel merito. Serve il nucleare? Si sostenga il nucleare. Serve il salario minimo? Lo si faccia. Per non dire della Sanità: oggi metà delle visite specialistiche è pagata da cittadini che altrimenti non arriverebbero a farle. E’ un problema di destra o di sinistra, questo? E attenzione: se non costruiamo gli Stati Uniti d’Europa durante questa legislatura del Parlamento Ue, l’Europa rischia di dissolversi sotto la pressione di Stati Uniti, Russia e Cina”. Vaste programme. “Lo si può realizzare attraverso un debito federale di mille miliardi per Difesa ed Energia, finanziato con un dazio trasversale del 10 per cento sulle merci cinesi”. “Sono tempi straordinari”, dice Calenda, “e i ragionamenti destra-sinistra non tengono più”. Sulla sicurezza, intanto, “servono provvedimenti semplici. Oggi a un immigrato irregolare che delinque viene dato un foglio di via, e spesso quell’immigrato delinque di nuovo. Servono centri per il rimpatrio in tutte le regioni: l’immigrato che delinque, per la normativa Ue, può stare in un centro fino a 18 mesi. Prima gli si offre il rimpatrio volontario, poi, se non lo accetta, si procede con il rimpatrio coatto. Ma ci si sta muovendo solo ora, lentamente. Intanto però il governo agisce sull’imputabilità dei quattordicenni, invece di vietare i social sotto i 15 anni, come in Francia. Abbiamo una proposta bipartisan depositata, ma Meloni è paralizzata su tutto”. Per molti, a destra e a sinistra, la legislatura è finita. “Siamo sull’orlo di una crisi economica, con due guerre alle porte. Quando sento ragionamenti politicistici – il calendario, le preferenze – penso: siamo impazziti?”.
Calenda: “Tra No Tav e Avs, aree di contiguità. Vannacci? Un fascistoide, diretto dai russi”
“I violenti? Isolare, non ragionare”, dice il leader di Azione alla sinistra. E invita anche la destra a non minimizzare sul Vannacci “burattino di Putin”, mentre lavora a un'unione di centro con Picierno e Marattin










