Mai dire mai, anzi mai dire Vannacci. Il leader di Azione Carlo Calenda apre ad una ipotesi di «grande coalizione» per sconfiggere il generale. Una sorta di coalizione di salvezza nazionale. «Vannacci è un fascista dichiarato» ha scritto su X il centrista borghese. «Il pariolino» per i romani. «Una sua inclusione in una coalizione elettorale e di governo obbligherebbe una risposta straordinaria e coordinata da parte di tutte le forze politiche democratiche» ha aggiunto.Roberto Vannacci sembra essere diventato l’alibi perfetto di Carlo Calenda per aprire ad eventuali ipotesi di coalizione in vista delle elezioni 2027. D’altronde, Azione non è poi così tanto un partito d’azione. Gli ultimi sondaggi di BiDiMedia lo danno solo al 2,8%. Senza alleati sarebbe impossibile per gli «azionini» o «azionisti» sedere in Parlamento. L’unica azione necessaria da fare per conquistare qualche seggio sarebbe un’alleanza. Forte. Sicura. Ma con chi? Carlo Calenda lo ha ripetuto più volte: mai con la destra e mai con la sinistra. I più maliziosi dicono che Carlo Calenda usi il generale e Futuro Nazionale per rimangiarsi il suo «noi ci presenteremo alle elezioni da soli». Ettore Rosato rispedisce al mittente le illazioni e il «si dice che». «È chiaro che noi vogliamo andare da soli, ma se c’è una coalizione con dentro Vannacci è una coalizione che non può governare questo Paese» ci dice perentorio. La dichiarazione di Calenda è in «risposta alle dichiarazioni di Edmondo Cirielli, quando ha detto: «Vorrei vedere Vannacci misurarsi come ministro» non nasce da esigenze elettorali. Cirielli è un viceministro eh», aggiunge Rosato. Un’ipotesi inesistente per Giorgia Meloni e i suoi alleati che ribadiscono come le parole di Cirielli siano a titolo personale. «Roberto Vannacci vota con la sinistra, come potrebbe far parte della coalizione di centrodestra» ripetono i parlamentari di maggioranza. «Se i cedimenti a titolo personale di Edmondo Cirielli a Roberto Vannacci dovessero preludere a un centrodestra più allineato al fascista del Cremlino è ovvio, come ha già chiarito Carlo Calenda, che cambierebbe tutto il quadro politico e Azione non avrebbe esitazioni a schierarsi in difesa delle istituzioni democratiche a quel punto messe sotto stress da un listone acerbo di chiara ispirazione fascista» ha detto Daniela Ruffino di Azione. Insomma, Carlo Calenda chiama tutti alle armi per sconfiggere Vannacci. Siamo del tutto sicuri che sia solo per la «salvezza nazionale» e non per quella di Azione?