Arrivano le prime reazioni a quanto accaduto oggi lungo l’autostrada A13 dove si sono svolte le violente manifestazioni dei No Tav. Il corteo che apriva il festival dell'Alta Felicità, partito con circa 20 mila persone, si è diviso in vari spezzoni e poco dopo l’inizio della processione, cinquecento manifestanti mascherati hanno attaccato il cantiere scatenando una vera e propria guerriglia contro le forze dell’ordine intervenute. Guerriglia che il Vicepresidente del Consiglio dei ministri Tajani ha definito «inaccettabile» – parlando di una «sinistra connivente da Bologna ai no Tav» ed esprimendo «massima solidarietà alle forze dell'ordine» «È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell'ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all'economia e ai territori. Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell'assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa». Anche il presidente della Regione Alberto Cirio ha dichiarato il suo sdegno: «Oggi, per l'ennesima volta, assistiamo a un assalto organizzato ai cantieri della Tav e alle forze dell'ordine. Dietro il paravento della manifestazione pacifica, la Valle di Susa è stata ancora una volta trasformata nel teatro dell'azione di centinaia di violenti, arrivati anche dall'estero, con un obiettivo preciso: seminare violenza, distruggere e sfidare apertamente lo Stato e le regole della convivenza civile. Assaltare e ferire gli uomini e le donne in divisa, incendiare i loro mezzi, lanciare pietre e bombe carta, devastare le aree di cantiere e paralizzare la viabilità di un'intera valle nel pieno della stagione turistica non è esercitare il diritto di manifestare. È delinquenza, è un attacco alle istituzioni e un danno gravissimo ai cittadini, alle imprese e all'immagine del Piemonte. Alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine va la mia profonda gratitudine, insieme alla piena solidarietà della Regione Piemonte, per il coraggio e la professionalità con cui, ancora una volta, hanno difeso la sicurezza e la legalità». Dura anche la risposta di Mariastella Gelmini: «Assaltare un cantiere strategico per il Paese come quello di Chiomonte, scagliarsi contro gli agenti e mettere a repentaglio l'incolumità delle persone non è protesta, ma delinquenza. La mia solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che in queste ore stanno fronteggiando questi facinorosi. Ore di guerriglia da condannare con fermezza, senza se e senza ma. Di fronte a tutto ciò, gravissimo il silenzio della sinistra», ha commentato la senatrice di Noi Moderati. «Le violenze avvenute oggi in Val di Susa, con attacchi alle Forze dell'ordine e mezzi dati alle fiamme, sono gravissime. Esprimo la mia più ferma condanna. Al personale impegnato a garantire la sicurezza va la mia piena vicinanza e gratitudine. L'odio non e' protesta e non può trovare alcuna giustificazione» è invece il commento del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. Assistiamo ad un'escalation quotidiana di violenza da parte dell'estrema sinistra antagonista. La nostra solidarietà va alle forze dell'ordine. Gli autori di questi attacchi vanno identificati e puniti con la massima severità. Nessuna contiguità di amministratori e parlamentari con questi delinquenti che agiscono a viso coperto può essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa» ha dichiarato il leader di Azione, Carlo Calenda. La dichiarazione di Luca Pantanella, Segretario Generale Provinciale FSP Polizia di Stato Ci risiamo. Il copione in Val di Susa si è ripetuto, ma questa volta dobbiamo dirci la verità senza mezzi termini: è solo un puro caso se oggi non ci è scappato il morto. Il cosiddetto "Festival Alta Felicità" si è confermato essere una scusa logistica, un paravento per radunare centinaia di incappucciati e professionisti del disordine, pronti a scatenare la consueta guerriglia urbana contro i cantieri TAV e contro le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Oggi abbiamo assistito a un assalto paramilitare con cantieri in fiamme e violenza inaudita. Diciamolo chiaramente: gli antagonisti cercano la tragedia. Cercano il morto tra le Forze dell'Ordine per puro odio, o cercano il "martire" tra le proprie fila per infiammare definitivamente le piazze. E se questo morto prima o poi arriverà, i mandanti morali avranno nomi e cognomi ben precisi. C'è una responsabilità gravissima in una certa politica di sinistra che continua a strizzare l'occhio, a giustificare e ad aizzare questi criminali, dipingendoli come "attivisti" e soffiando sul fuoco dello scontro sociale. Lo abbiamo visto pochi giorni fa a Bologna, dove un clima di intollerabile connivenza istituzionale ha di fatto legittimato la violenza di piazza. Chi semina giustificazioni, raccoglie molotov. Oltre al rischio per la vita dei poliziotti, c'è un tema che viene colpevolmente ignorato: i danni devastanti alla comunità. Non parliamo solo di cantieri danneggiati, ma di milioni di euro di soldi pubblici bruciati. Denaro che viene letteralmente sottratto alla sanità, alle scuole e ai servizi dei cittadini onesti per pagare l'imponente apparato di sicurezza necessario ad arginare questi teppisti, per ripristinare i danni e per curare i feriti. La comunità piemontese e nazionale è ostaggio di una minoranza violenta. Come FSP Polizia di Stato non siamo più disposti a fare da scudi umani. Pretendiamo dalla Politica e dalle Istituzioni una presa di posizione coraggiosa e definitiva. Proponiamo una soluzione chiara, provocatoria per i benpensanti, ma l'unica ormai legalmente e logicamente percorribile: REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI PER IL FESTIVAL Se un evento si trasforma sistematicamente in una base di lancio per attentati, è un problema di Ordine Pubblico. Chiediamo al Prefetto e al Questore che il "Festival Alta Felicità" venga preventivamente vietato. Il diritto a manifestare non può coprire il diritto a delinquere. CHI ROMPE PAGA (E RISARCISCE LA COMUNITÀ) Chi organizza l'evento deve essere ritenuto oggettivamente responsabile per i danni causati al cantiere, alla collettività e per le lesioni ai poliziotti. Proponiamo che l'autorizzazione di tali eventi sia subordinata al versamento di una maxi-fideiussione assicurativa preventiva. Se i manifestanti distruggono, gli organizzatori pagano di tasca loro i danni allo Stato. MILITARIZZAZIONE DEL SITO E REGOLE D'INGAGGIO CHIARE Il cantiere TAV è un'infrastruttura strategica nazionale. Chiediamo che la zona rossa venga interamente affidata all'Esercito Italiano con regole d'ingaggio adeguate per la difesa dei siti sensibili, liberando la Polizia dal ruolo di "bersaglio mobile". L’informazione non può più nascondersi dietro la parola "scontri". Qui c'è lo Stato aggredito e dei criminali che aggrediscono. La politica scelga: o sta con chi difende la democrazia e la sicurezza dei cittadini a 1.500 euro al mese, o sta con chi usa i boschi della Valsusa per giocare alla guerra e cercare il morto.