Il Grand Hotel di Riccione, che andrà all’asta il prossimo settembre, è stato sequestrato. L’immobile vanta una storia quasi centenaria, ed è legato anche a Benito Mussolini, che in questo prestigioso albergo ospitava capi di Stato e altre personalità. Il sequestro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine per bancarotta. Sei le persone finite sotto indagine.
Sequestrato il Grand Hotel di Riccione
Perché è scattato l’intervento della Finanza nel Grand Hotel di Riccione
Il legame tra il Grand Hotel di Riccione e Benito Mussolini
Sequestrato il Grand Hotel di RiccioneIl Grand Hotel caro a Mussolini e all’elite fascista è finito al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Rimini, che questa mattina ha proceduto al sequestro preventivo.La struttura situata sul lungomare di Riccione finirà all’asta il prossimo 23 settembre, partendo da una base di 24,8 milioni di euro per aggiudicarsi l’intero lotto che, oltre al Grand Hotel, include Villa Bianca, Villa Bruna (con discoteca), la Torre ’900, l’area magazzini-ristoranti e la piscina.ANSAL'ingresso del Grand Hotel di RiccionePerché è scattato l’intervento della Finanza nel Grand Hotel di RiccioneIl sequestro preventivo del Grand Hotel di Riccione è stato eseguito, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, mentre una parte della struttura era occupata da turisti, nonostante il fallimento della società Marebello Spa che da anni era proprietaria dell’edificio. Per risanare i debiti, che ammonterebbero a circa 20 milioni di euro, il Tribunale di Rimini ha messo in vendita l’hotel e le pertinenze.Il fallimento è scattato dopo il rigetto del concordato preventivo da parte dei creditori. Secondo gli inquirenti, nonostante ciò la proprietà dell’hotel avrebbe messo in piedi un sistema fraudolento finalizzato a sottrarre gli immobili dalla procedura attraverso contratti di affitto stipulati con soggetti prestanome.Questa l’ipotesi della Procura, che ha portato al sequestro dell’hotel e di altre strutture collegate, tra cui un parcheggio, per permettere al curatore fallimentare di rientrare in possesso dell’intera proprietà, da parte della Guardia di Finanza di Rimini.











