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Martedì è stato messo sotto sequestro il Grand Hotel di Riccione, storico albergo della riviera romagnola: inaugurato ai tempi del fascismo, è stato per anni un simbolo del turismo di lusso della costa. Negli anni ospitò importanti incontri politici, fu frequentato molto da Benito Mussolini, e soprattutto a partire dagli anni Ottanta divenne un noto centro di vita mondana, ospitando attori, artisti e celebri personaggi dello spettacolo.
Secondo la procura di Rimini, che ha ordinato il sequestro, l’albergo veniva gestito e affittato abusivamente, nonostante fosse formalmente chiuso da tre anni, quando fu dichiarato il fallimento della società che lo gestiva. Una parte dell’edificio, in gran parte in stato di abbandono, veniva utilizzata per ospitare i turisti, che pagavano il soggiorno in contanti. Al momento del sequestro, avvenuto martedì all’alba, dentro l’albergo c’era una quindicina di turisti arabi, che la guardia di finanza ha fatto allontanare.
All’operazione hanno partecipato una trentina di agenti, che hanno perquisito l’hotel con cani addestrati nella ricerca di banconote. La struttura ha quattro piani, una piscina, un parcheggio privato, un giardino e una terrazza, oltre a stanze con balconi e un ristorante gestito da un’azienda che secondo la procura pagava un affitto alla società che gestiva l’hotel, la Marebello, nonostante fosse fallita. Oltre al Grand Hotel, sono stati sequestrati immobili nelle province di Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari, tutti riconducibili alla Marebello, e beni per 29 milioni di euro.











