HomeSpecialiVivere RiccioneUn secolo di Grand Hotel: "Il Duce voleva un luogo simbolo dove ricevere i capi di Stato"Armando Semprini rievoca i fasti del cinque stelle costruito nel 1929 da Gaetano Ceschina "Mi auguro che chi lo acquisterà all’asta non snaturi un monumento della storia di Riccione".Il Grand Hotel di Riccione fu realizzato nel 1929 e da allora è uno dei simboli della cittàRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl Grand Hotel di Riccione da circa un secolo segna la storia della città. Costruito nel 1929 su commissione del commendatore Luigi Gaetano Ceschina, magnate industriale milanese, ospita in quegli anni Benito Mussolini e il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss. Ne parliamo con Armando Semprini, storico, scrittore, collezionista, già vicesindaco ma soprattutto grande amante di Riccione.
Come nacque il cinque stelle? "Gaetano Ceschina produceva materiale sanitario, durante la prima Guerra mondiale rifornì l’esercito italiano. Lo Stato lo ripagò, in parte con soldi e in parte con beni demaniali. Sorse sul terreno dell’ospizio Amati Martinelli edificato nel 1877 e in parte crollato col terremoto del 1916. Si poteva restaurare, ma i politici chiesero al comitato modenese, che qui mandava il maggior numero dei suoi piccoli ospiti scrofolosi, di edificare una nuova struttura in zona più consona, non in contrasto con l’élite del centro. Fu costruita così la colonia modenese al Marano. Per la costruzione del Grand Hotel si dice che Ceschina sia stato sollecitato anche dal Duce, che voleva disporre di un luogo dove ricevere i capi di Stato".











