Prima di diventare il simbolo della Dolce Vita romagnola, il Grand Hotel di Riccione fu soprattutto l’albergo dell’élite fascista. Un palcoscenico affacciato sull’Adriatico dove gerarchi, ministri, ufficiali, aristocratici e uomini d’affari trascorrevano le vacanze a pochi passi dalla residenza estiva di Benito Mussolini. Quasi cento anni dopo, quel monumentale edificio bianco ispirato allo stile Coppedè è arrivato a uno dei passaggi più delicati della sua storia. Il 23 settembre 2026 il Grand Hotel sarà messo all’asta dal Tribunale di Rimini con un prezzo base di 24 milioni e 864mila euro e rilanci minimi da 250mila euro. La vendita riguarderà un unico grande lotto: il corpo centrale dell’albergo, Villa Bianca, Villa Bruna, la Torre 900, i magazzini con ristorante, negozi e appartamenti e la piscina interrata. Le offerte dovranno essere presentate entro il giorno precedente.
Grand Hotel di Riccione all’asta, fu rifugio di Mussolini (con i segreti di Torre 900) e dei gerarchi fascisti
Prima di diventare il simbolo della Dolce Vita romagnola, il Grand Hotel di Riccione fu soprattutto l’albergo dell’élite fascista. Un palcoscenico affacciato...












