Goccia, una delle cagne salvate dal circuito dei cani da combattimento (Foto: Fondazione Cave Canem)
Nell'ultima Legge di Bilancio erano stati previsti dei fondi per sostenere la custodia e la riabilitazione dei cani sequestrati e salvati dai combattimenti clandestini ed ora il Ministero del Lavoro ne ha disciplinato l’accesso, facendo sì che un milione di euro potrà andare a sostenere le spese di chi si occupa della loro riabilitazione.
In prima fila ci sono due associazioni, Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem, che sono state promotrici del progetto “Io non combatto” e che sono in attesa ora della sola pubblicazione del bando. "La copertura dei costi di custodia rappresenta un passo fondamentale – spiegano le presidenti Martina Pluda e Federica Faiella – in grado di rendere più efficace l’attuazione dei sequestri e di contribuire, nel lungo periodo, al contrasto di questa pratica crudele e illegale. I cani coinvolti nei combattimenti sono vittime di violenze estreme e necessitano di percorsi strutturati di recupero comportamentale, che consentano loro di superare i traumi subiti e di tornare a vivere. Solo attraverso un impegno competente e continuativo possiamo garantire a questi animali una concreta possibilità di riscatto e di una nuova vita”. Le risorse verranno destinate alla copertura dei costi di custodia derivanti appunto dal sequestro e dalla confisca di animali impiegati nei combattimenti, nonché di animali affetti da problematiche comportamentali, affidati a strutture, gestite o affiancate da enti del Terzo settore, specializzate nel recupero comportamentale.












