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Ultimo aggiornamento: 8:05

Le risorse disponibili del Fondo Dopo di noi, che sono passate dai 90 milioni annui ai 72 milioni, risultano insufficienti ma ci sono diversi enti locali che, pur avendo ricevuto dallo Stato soldi per finanziare progetti essenziali per le persone con grave disabilità aventi diritto, non li utilizzano e addirittura li restituiscono. Ci sono amministrazioni che, per incapacità di programmazione, disperdono fondi già stanziati e destinati a diritti fondamentali.

È il caso del Comune di Catanzaro che ha restituito alla Regione Calabria oltre 400mila euro, che sarebbero potuti servire per sostenere economicamente circa 70 progettazioni già avviate tra cui ristrutturazioni e messe in opera di impianti e delle attrezzature di alloggi, comprese le abitazioni di proprietà degli utenti, oltre che finanziamenti di laboratori diurni o brevi soggiorni per l’autonomia abitativa.

A denunciare quanto accaduto sono state Oltre l’Autismo Catanzaro Odv e il Coordinamento Associazioni Salute Mentale. Contattata da ilfattoquotidiano.it la presidentessa del CASM, Rita Ciciarello, denuncia “ritardi burocratici ed amministrativi nella distribuzione delle risorse a livello regionale, ritardi contabili nella allocazione in bilancio delle risorse, l’inerzia nella programmazione di spesa e l’assenza di coprogrammazione a livello comunale con gli enti del Terzo settore”. Le organizzazioni locali sottolineano che il Fondo Dopo di noi è un diritto esigibile e non può essere considerata una opzione facoltativa, sollecitando un cambio di passo nella programmazione e gestione delle politiche per la disabilità con l’obiettivo che tali vicende non accadano più. “Al danno si aggiunge anche la beffa”, dice Ciciarello, “perchè il Comune di Catanzaro era stato anche individuato tra le 9 province per la sperimentazione del nuovo sistema previsto dalla cosiddetta Riforma delle disabilità, che semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e introduce il Progetto di vita personalizzato e partecipato con il destinatario, previsto dalla legge sul Dopo di noi, rendendolo attuabile essendo ora divenuto un obbligo e non più una facoltà della Pubblica amministrazione quello di migliorare la qualità della vita, favorire l’autonomia e l’inclusione, assicurando che la persona sia al centro di ogni decisione”. “La restituzione di oltre 400mila euro rappresenta un segnale evidente di carenze organizzative e di programmazione che finiscono per penalizzare direttamente le famiglie e le persone con disabilità”, denuncia a ilfattoquotidiano.it il Coordinamento Regionale Calabria dell’Associazione Nazionale Genitori PerSone con Autismo. “Senza una governance efficace e una comunicazione trasparente, i diritti sanciti dalla legge rischiano di rimanere sulla carta”.