“Ci sono quelli che nuotano per tenersi in forma, perché sono obbligati, perché sono al mare, perché fa caldo o semplicemente perché lo hanno sempre fatto. Poi ci sono quelli che nuotano per amore, perché sono arrabbiati, perché non ne possono più o perché solo così riescono a essere felici”. L’arte di nuotare, edito da Il Mulino, è l’ultima dichiarazione d’amore della professoressa di filosofia – ma soprattutto appassionata nuotatrice – Carola Barbero. Si stima che il nuoto attivi nel corpo umano oltre 200 muscoli, dalle braccia al bacino e poi ancora più giù, fino alle gambe. Ma, lungi dall’essere uno sport solo fisico, è la dimensione emotiva quella che seduce maggiormente le persone. Perché una bracciata dopo l’altra, il mondo si mette da parte e ci si concentra solo sui propri pensieri.
Carola Barbero
L’inizio della bella stagione, dei primi mari e dei primi soli estivi, è il momento migliore per elogiare, e conoscere più a fondo, un’attività che si può praticare in città e in vacanza, al mare e in montagna. Un po’ metafora di vita, un po’ realtà parallela, sicuramente un esercizio che inizia in acqua e continua fuori.
Professoressa Barbero, molti hanno cominciato a nuotare “costretti” da piccoli. Perché spesso si tratta di un trauma?








