L'acqua esercita da sempre un fascino profondo sull'essere umano: è allo stesso tempo elemento fondamentale della vita e abisso marino in cui perdersi, simbolo di purificazione e di rinascita e qualcosa di misterioso, di fondamentalmente inafferrabile per il fatto stesso di essere liquido. Per la cultura occidentale, per il pensiero e l’arte, l’acqua è stato sempre il punto di partenza. “Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque” racconta uno dei versetti iniziali della Genesi biblica. E “l’acqua è il principio di tutte le cose” affermava il greco Talete, padre della filosofia, più di 2500 anni fa. Sempre per gli antichi Greci Oceano era la divinità precedente agli dei dell’Olimpo, prima di Zeus e di Afrodite, di Ulisse e della guerra di Troia, prima della storia. Oceano era acqua in costante movimento proveniente dal nulla e al nulla diretta, avvolgeva cielo e terra e si estendeva dal Sole all’oscurità dell’oltretomba. L’acqua viene quindi interpretata come spartiacque fisico tra due mondi, quello terreno e quello liquido, ma anche simbolico, tra salvezza e perdizione. Allo stesso tempo passaggio per metterli in comunicazione, legarli e confonderli.

Poi c’è tutto l’aspetto concreto dell’acqua, soprattutto in tempi come i nostri di riscaldamento climatico. Quando si parla di acqua e del suo controllo, è necessario, infatti, guardare al contesto globale in cui viviamo: il nostro pianeta sta attraversando una crisi climatica molto importante e le trasformazioni ambientali colpiscono in maniera decisiva proprio le risorse di acqua. Il fenomeno della desertificazione è in crescita in alcune aree del mondo e l’erogazione di acqua alle popolazioni diventa sempre più difficile ed essenziale. Forse qualcosa insegnano i versi di una grande poetessa dell’Ottocento, Emily Dickinson che scrisse che “l'acqua è insegnata dalla sete”. Insomma, dal bisogno più primario che ci sia. La copertina del libro