“Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l’immenso deserto dove l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé”, scriveva Jules Verne. Esistono città in cui il mare non rappresenta semplicemente un’attrattiva turistica, ma diviene una risorsa preziosa capace di definirne l’identità: è il caso di Ravenna che, dallo scorso marzo, è stata insignita del titolo di prima Capitale Italiana del Mare 2026.

Un riconoscimento arrivato al termine di una selezione che ha coinvolto 54 città italiane e celebra un dialogo atavico con l’acqua, capace di modellare il territorio, la storia e la vita della comunità, diventando il filo conduttore della sua evoluzione. A convincere la giuria è stato proprio questo legame, più vivo che mai, punto di partenza per costruire nuove esperienze e nuovi modelli di sviluppo turistico ed economico più responsabili.

Ravenna è la prima Capitale Italiana del Mare

Ravenna è una “città di mare”: una destinazione a misura d’uomo e dell’ambiente da vivere nella sua interezza. Il sistema integrato tra entroterra, città e porto restituisce l’immagine di una realtà dinamica di grande interesse naturalistico e culturale, sia per i turisti sia per i ravennati. Una vera e propria palestra a cielo aperto si snoda lungo 35 km di costa, dove spiagge, dune, pinete e zone umide si susseguono in un paesaggio in cui alternare momenti di relax e bagni di sole nelle nove località balneari a escursioni in bicicletta nei dintorni dell’Oasi di Punte Alberete, fino alle uscite in barca a vela o con il sup a Marina di Ravenna.