Il nuovo input ravvennate è stato presentato il 2 luglio a Milano in largo Treves (zona Bera) dove campeggia en plein air la mostra fotografica “Green Evolution in Europe” che illustra e racconta con 14 gigantografie evocative un territorio dove patrimonio culturale, tutela ambientale, porto, innovazione industriale, pinete, zone umide e turismo convivono in un modello di sviluppo riconosciuto anche a livello europeo: un succinto viaggio tra sostenibilità, innovazione ed eventi per celebrare "Ravenna, prima Capitale italiana del Mare" (fino a fine 2026) titolo assegnato dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo una selezione che ha visto partecipare 54 città italiane. L'ha raccontato con entusiasmo anche Emanuela Medeghini, responsabile dell’Ufficio Politiche europee del Comune di Ravenna, iniziando curiosamente con uno story-telling che dimostra la capacità di ribaltare una situazione inizialmente negativa in un succeso: l'avventura del Paguro… "La storia del Paguro è stata una tragedia; la piattaforma creata negli anni Sessanta per trasferire il gas metano implose, sprofondò e ci furono anche morti. Fu per il lido di Ravenna un momento drammatico ma il relitto affondato nel tempo ha creato un reef artificiale sottomarino che è un'area di biodiversità strepitosa, una zona protetta vicino alla foce del Po dove cresce anche la cozza selvaggia, raccolta da una cooperativa di donne cozzare, tanto che oggi è meta non solo di subacquei appassionati ma anche di snorkellers che si immergono in apnea affascinati dal colorato habitat sommerso. Non solo, ma il Paguro viene sfruttato anche per produrre un vino stagionato etichettato "Tenuta del Paguro" (tenutadelpaguro.com)".
Ravenna 2026, prima capitale italiana del mare
Il nuovo input ravvennate è stato presentato il 2 luglio a Milano in largo Treves (zona Bera) dove campeggia en plein air la mostra fotografica “Green Evolution in Europe” che illustra e racconta con 14 gigantografie evocative un territorio dove patrimonio culturale, tutela ambientale, porto, innovazione industriale, pinete, zone umide e turismo convivono in un modello di sviluppo riconosciuto anche a livello europeo: un succinto viaggio tra sostenibilità, innovazione ed eventi per celebrare "Ravenna, prima Capitale italiana del Mare" (fino a fine 2026) titolo assegnato dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo una selezione che ha visto partecipare 54 città italiane. L'ha raccontato con entusiasmo anche Emanuela Medeghini, responsabile dell’Ufficio Politiche europee del Comune di Ravenna, iniziando curiosamente con uno story-telling che dimostra la capacità di ribaltare una situazione inizialmente negativa in un succeso: l'avventura del Paguro… "La storia del Paguro è stata una tragedia; la piattaforma creata negli anni Sessanta per trasferire il gas metano implose, sprofondò e ci furono anche morti. Fu per il lido di Ravenna un momento drammatico ma il relitto affondato nel tempo ha creato un reef artificiale sottomarino che è un'area di biodiversità strepitosa, una zona protetta vicino alla foce del Po dove cresce anche la cozza selvaggia, raccolta da una cooperativa di donne cozzare, tanto che oggi è meta non solo di subacquei appassionati ma anche di snorkellers che si immergono in apnea affascinati dal colorato habitat sommerso. Non solo, ma il Paguro viene sfruttato anche per produrre un vino stagionato etichettato "Tenuta del Paguro" (tenutadelpaguro.com)".








