“Scroscia, cade, si frange, si divide, / si raccoglie, precipita, galoppa.” Era il settembre del 1882 quando Gabriele D’Annunzio ventenne, si trovò davanti a una cascata nel Campidano e capì che la Sardegna non era solo sabbia bianca, mare turchese e vento di maestrale, ma qualcosa di molto più antico e selvaggio. Scrisse un sonetto, lo intitolò La Spendula, e ci mise dentro tutta la violenza e la grazia di quell’acqua che cadeva tra le rocce di Villacidro. Poi ripartì. L’estate in Sardegna ha un copione fisso: ombrelloni accalcati, code al chiosco, sabbia che scotta. Eppure basta allontanarsi di mezz’ora verso l’interno – verso le gole e i fiumi che nessuna brochure cita – per trovare un’isola silenziosa, fresca anche in piena estate. «Molti locali non sanno neppure di avere scorci incredibili a mezz’ora da casa», dice Nicola Anedda, guida ambientale escursionistica, che ogni giorno percorre il Flumendosa e i rivoli minori con gruppi di cinque o sei persone. Regola ferrea: non è turismo di massa, e non deve diventarlo.

L’acqua che trasuda

Il Flumendosa – il fiume più pulito e balneabile d’Italia – nel solo tratto di Seulo scorre per 29 chilometri, lontano da qualsiasi costa. «Il fiume è balneabile per almeno 200 giorni l’anno» spiega il sindaco Enrico Murgia. Lungo il suo corso ha generato un centinaio di laghetti naturali, piscine lunghe e profonde, acque dolci e calme. Il cuore è Sa Stiddiosa. Il nome significa “gocciolante” e descrive esattamente quello che si trova: un’imponente parete calcarea da cui l’acqua non cade ma trasuda lentamente. Si raggiunge a piedi lungo una mulattiera, quaranta minuti di discesa che separano il rumore dal silenzio. Quando è affollata, poco più su o più giù si trovano altre piscine naturali, altrettanto limpide. Poco distante, Is Caddaias intreccia tre laghetti color smeraldo: un sistema di vasche naturali che sembra progettato, ma non lo è. A valle, il Flumendosa si allarga nel lago artificiale della diga, che per più di vent’anni è stato percorso da battelli in stile Mississippi dalla Società di Navigazione dei Laghi. Al momento le escursioni (anche quelle sul lago Liscia) sono sospese in attesa del rinnovo delle autorizzazioni regionali, con la speranza di riprendere entro l’estate. A Isili invece il lago San Sebastiano – o Is Barroccus – è tornato a riempirsi dopo le piogge dell’inverno e con l’acqua è ripartita anche l’attività del Circolo nautico. Sullo specchio d’acqua protagoniste sono le dragon boats, lunghe imbarcazioni in cui si pagaia all’unisono guidati dal timoniere a poppa. A completare l’offerta sul lago incantato anche kayak, pedalò e pesca sportiva.