Reggello (Firenze), 20 luglio 2026 – Non c'è molto vento, ma quel bambino prova comunque a far volare l'aquilone. Corre, il padre gli spiega come fare. Dietro c'è una signora seduta su una sedia pieghevole portata da casa. Legge un libro. Un uomo, steso su un telo grande, quadrato, di quelli da portare in spiaggia, si riposa. Dorme, con il cappello a coprire gli occhi.

Sono solo alcune delle persone, tante, tantissime famiglie che hanno deciso di scappare dal caldo infernale della città, di Firenze, per rifugiarsi in quel paradiso verde, calmo e fresco che è Vallombrosa.

Tutti a riposarsi nel pratone di Vallombrosa

Famiglie con bambini, coppie più o meno giovani, escursionisti in tenuta da trekking. Tutti cercano un angolo di ombra libero nel pratone accanto all'Abbazia. Il perimetro, riparato dagli alberi, è occupato da decine e decine di persone. Non c'è più posto. Per trovare uno spazio dove potersi riposare bisogna cercare, addentrarsi nel pratone, scendere. Le famiglie accampate all'ombra nel pratone di Vallombrosa

Anche il bar non ha più tavoli liberi. Un cane abbaia, la padrona prova a farlo calmare. I volti delle persone sono distesi. Quei 26 gradi di pomeriggio, quando a una quarantina di minuti, in città, la colonnina di mercurio sfiora i 40 gradi, sono una liberazione. Una gioia.