| 11 Agosto 2026 02:02 |
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(Adnkronos) – Una notte sotto le stelle nel rifugio in alta montagna, la scampagnata nelle colline a pochi passi dalla città, un weekend al fresco del Nord. L’estate è tempo di viaggi e gite fuoriporta. Ma occhio a sottovalutare il rischio di ritrovarsi a condividere le ferie con ospiti indesiderati che, all’insaputa del malcapitato, approfittano della situazione. Non sempre questi guastafeste danno segno della loro presenza, spesso anzi sono invisibili e agiscono con discrezione nell’oscurità. Sono i parassiti dell’estate. Ma la novità è che il loro campo d’azione si sta ampliando molto velocemente, complice anche il cambiamento climatico. Così può capitare di imbattersi in cimici dei letti, zecche, flebotomi anche in contesti insospettabili, dove un tempo non ci si sarebbe aspettati di trovarli. A mettere in guardia sulle loro nuove ‘residenze’ è Sara Epis, professore associato di Parassitologia all’università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia, che traccia una mappa aggiornata del rischio.
A cominciare dalle cimici dei letti, un problema “sommerso, ma che esiste ed è sempre più diffuso”, spiega all’Adnkronos Salute. Si tratta dell’ectoparassita del viaggio per eccellenza, “ma non può più essere considerato solo un insetto ‘da albergo’, o da mezzi di trasporto, cinema, come era successo in passato per esempio in diversi Paesi europei. Se ne parla sempre molto poco, ma oggi è possibile trovarle persino ad alta quota, nei rifugi in montagna, e la loro circolazione è più ampia di quanto si pensi. Sopravvivono anche a temperature molto basse, tanto che con il Cai (Club alpino italiano) abbiamo curato una brochure informativa per i rifugi della Lombardia. Perché l’informazione è cruciale per alzare il livello di attenzione dei viaggiatori. Basta che un rifugio si trovi lungo un percorso che prevede più tappe e che una persona trasporti il parassita nello zaino da un rifugio all’altro”. E in questo caso si può davvero dire che tutto il mondo è paese. “Può capitare di imbattersi nelle cimici dei letti un po’ ovunque, dalla Cina a un qualsiasi Paese dell’Europa. E la loro presenza non è un indicatore automatico di scarsa igiene o della bassa categoria di un posto”. Una stella o 5, poco importa. “Perché in realtà sono molto brave a nascondersi e vengono introdotte continuamente attraverso gli spostamenti delle persone”. Sono ‘globetrotter’, insomma. Questi piccoli insetti dal colore marrone-bruno “non trasmettono malattie come le zecche – precisa Epis – ma sono fastidiose per le punture che causano intenso prurito e per l’infestazione che poi possono procurarci” se ci entrano nelle valigie e ce le portiamo a casa.








