Sarà stato il caldo torrido. Il desiderio di quiete e di contatto con la natura. La voglia di provare esperienze autentiche, impossibili da provare in città. Fatto sta che l’estate 2025 ha registrato un netto aumento dei flussi verso la montagna, Alpi in particolare. Un boom del turismo che ha portato con sé casi di sovraffollamento – l’abusato overtourism – e altri deprecabili episodi di vandalismo, aggressioni ai rifugisti, inquinamento ambientale. Con i luoghi montani più gettonati ridotti a spazzatura dall’invasione del turismo cafone di massa. Tanto che il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha ipotizzato il daspo per i «per chi viola il decoro dei nostri luoghi di villeggiatura in modo pesante e ripetuto».
Morti raddoppiati in Alto Adige
Ma non è tutto: con l’aumento dei vacanzieri in quota sono inevitabilmente aumentati anche gli incidenti. E non di poco. A livello nazionale il Corpo nazionale del Soccorso alpino ha riscontrato un aumento del 15-20% degli interventi. In Alto Adige il numero dei morti è addirittura raddoppiato, e la situazione è simile anche in Trentino. L’ultimo dato del CNSAS è di 83 decessi al 23 luglio, quasi tre incidenti mortali al giorno a partire dall’inizio dell’estate, ma con i casi dell’ultimo mese il conto è destinato a salire.








