BELLUNO - Vacanza in montagna, relax, aria pura e soprattutto libertà... Una volta forse. Perché se i primi due elementi relax e aria pura sono ancora punti forti delle terre alte, la libertà non è scontata. Non più. Da una parte c'è l'overtourism che "minaccia" l'escursione e rischia di trasformare una passeggiata su un sentiero in quota in una giornata nella calca. Dall'altra c'è il "grande fratello" dei boschi. Proprio così. Sempre più spesso infatti la montagna viene disseminata di fototrappole e piccole videocamere, per cercare di riprendere gli animali selvatici e i loro movimenti. Ma qual è il confine tra semplice curiosità naturalistica e morbosità? Ovvero, dove si ferma la caccia all'immagine e dove comincia invece la voglia di ficcanasare? Difficile dare una risposta. Ma è abbastanza evidente che la fruizione della montagna (e insieme anche il concetto di cosa si può e cosa non si dovrebbe fare) è cambiata nel tempo. Tanto che oggi andare a funghi nel bosco o farsi un giretto su un sentiero in quota non è scontato sia un'attività che passa inosservata: può voler dire essere immortalati da una fototrappola.
Fototrappole nei boschi, si rischiano multe da decine di migliaia di euro: «È obbligatorio segnalarle con un cartello»







