«Escursionisti frequentano la montagna pensando di essere in spiaggia o in città e, poi, hanno bisogno di aiuto», Alberto Covi, presidente del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico dell' Alto Adige, ha parlato del boom di turisti che si è registrato in montagna quest'estate ma anche dei numerosi interventi di soccorso che sono aumentati del 15-20% con il numero dei morti raddoppiato: sono già 15 le vittime. Simile è la situazione nel vicino Trentino.
Secondo il presidente del Cnsas Alto Adige, Alberto Covi, «le cause sono svariate, non solo la maggiore accessibilità alla montagna, ma anche il grande numero di persone impreparate. Frequentano la montagna come se fossero in città oppure in spiaggia». Quello dell'aumento di incidenti in montagna è un fenomeno nazionale, ma ovviamente è più accentuato sull'arco alpino. «In Alto Adige, solo tra giugno e luglio, abbiamo registrato un aumento di 130 interventi», conferma Covi.
Sarà la voglia di quiete e natura incontaminata, sarà il desiderio di camminare e dormire al fresco: il turismo di montagna non conosce crisi, anzi. Con il numero dei vacanzieri cresce però anche quello dei sinistri. Il presidente del Cnsas Alto Adige evidenzia «l'impreparazione fisica, ma anche quella alle mutabili condizioni atmosferiche. Il meteo può infatti cambiare da un momento all'altro». Chi parte per una gita in montagna, secondo Covi, spesso «nello zaino mette l'Ipad, ma non la giacca a vento e i guanti».







