La stagione estiva 2025 sulle montagne del Cuneese e del Piemonte si conferma tra le più impegnative degli ultimi anni per il Soccorso alpino. Dal 1° gennaio al 18 agosto, le squadre piemontesi hanno soccorso 1.245 persone, di cui 826 ferite e 66 decedute, numeri in crescita rispetto allo stesso periodo del 2024, quando i soccorsi erano stati 1.082, con 719 feriti e 54 morti. Ancora più evidente l’aumento nei mesi estivi da giugno a metà agosto: 654 interventi quest’anno, con 415 feriti e 37 vittime, contro i 514 soccorsi e 24 decessi del 2024. La provincia di Cuneo non fa eccezione: sette vittime negli ultimi due mesi, decine i feriti o contusi, oltre cento gli interventi.

«La frequentazione della montagna è aumentata, anche molto, rispetto al periodo post Covid – spiega Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso alpino piemontese –. Quest’anno poi ha avuto un andamento meteo particolare, la stagione è stata lunga e stabile, con una finestra di bel tempo iniziata a maggio, ma questo porta a più persone sulle vie, più esposizione e purtroppo più incidenti».

Nonostante l’aumento delle presenze l’aumento di escursionisti poco esperti, in Piemonte i casi di disattenzione rispetto ad altre regioni sono inferiori. «Forse - sottolinea Giaj Arcota - anche grazie alle campagne di sensibilizzazione del Soccorso alpino e di altri enti. Ma la prudenza resta fondamentale. La montagna impone regole semplici ma basilari: rispetto per l’ambiente, attenzione a se stessi e agli altri, conoscenza del percorso, ascolto dei consigli dei rifugisti. Io resto il primo ad invitare le persone, che siano uomini, donne, giovani, famiglie, anziani, ad andare in montagna, ma occorre farlo sempre “con la testa sul collo”».