Nel 2025 sono state 13.037 le missioni di soccorso, con un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente, 528 vittime, +13% rispetto al 2024, e 9.624 feriti.
E' il bilancio delle attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), sezione nazionale del Club Alpino Italiano che da oltre 70 anni effettua soccorsi tecnici e sanitari in ambiente montano, in grotta e negli ambienti impervi in collaborazione con il Numero Unico Emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema di emergenza-urgenza sanitaria. I 13.037 interventi - di cui 1.750 compiuti dal Soccorso Alpino Valdostano - rappresentano "il valore più alto di sempre e confermano una crescita costante della pressione sul sistema di soccorso in montagna e negli ambienti impervi".
Le attività hanno richiesto un impegno complessivo di 204.996 ore/uomo, per un totale di 35.080 giornate/uomo, con il coinvolgimento di 46.927 soccorritori, a fronte di un organico complessivo di circa 7.000 tecnici. Il dato dei decessi segna un aumento significativo rispetto ai 466 del 2024 e ai 491 del 2023, invertendo il leggero trend di riduzione osservato negli ultimi anni. Le principali cause degli interventi restano sostanzialmente stabili: il 45% per caduta o scivolata, il 14,1% per malore e l'8,1% per incapacità durante l'attività. Il dato sulle cadute, che rappresentano quasi la metà degli interventi, conferma "come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi restino tra i principali fattori di incidente". L'escursionismo si conferma nettamente l'attività più coinvolta con il 43,6%, seguita da mountain bike con 7,6%, sci 7,4%, alpinismo 5,2% e ricerca funghi 3,2%.






