Bergamasca, classe 1983. Giornalista professionista, scrivo soprattutto di auto (ma amo la bici), di bambini e famiglia (ma amo la solitudine).
Sono reduce dalla festa finale del Cre di mio figlio – centinaia di adulti, bambini e adolescenti sudati sotto il tendone dell’oratorio a ballare « Bella Fra » - e sono felice. Quando le cose funzionano bisogna dirlo, così che altri prendano ispirazione e che a nessuno venga in mente di fare passi indietro. Per anni, ogni estate, ho scritto quanto sia faticoso questo periodo per le famiglie non milionarie, come se ne vada via almeno uno stipendio per le attività estive e quanto sia necessaria una riforma del calendario scolastico. Questa estate, per noi, sta andando un pochino meglio, e non solo per via del Cre parrocchiale vicino casa (i Centri ricreativi estivi esistono da almeno 50 anni, patrimonio dell’umanità). Mio figlio si è divertito moltissimo, ha fatto attività stupende di cui pochissimo mi ha raccontato, e noi non abbiamo dovuto vendere un rene per mandarcelo. Come tutte le cose belle, il Cre dura poco: 4 settimane, mentre le settimane di stop scolastico sono 14. C’è stato, quindi, anche qualcos’altro che ha contribuito a migliorare la nostra estate, devo ancora capire se si è trattato di un colpo di fortuna casuale o dell’inizio di un cambiamento. Ho respirato un po’ di «Wind of change» quando a giugno la mia amica della Val Seriana mi ha detto che nel suo paese c’era la possibilità di iscrivere gratuitamente i bambini di quarta e quinta elementare a corsi di potenziamento scolastico di inglese e matematica, sia a giugno sia a settembre. Ho pensato con un pizzico di invidia: «Che fortuna, bravi loro», pensando fosse un’iniziativa esotica alla pari di quella del sindaco Mamdani che a New York offre ai genitori una sera di libertà. Negli stessi giorni si parlava ovunque della decisione della Regione Emilia-Romagna di riaprire le scuole dal 31 agosto con attività extra-didattiche. Un fatto che non mi ha toccato personalmente, ma è servito a riaprire il dibattito sulla funzione della scuola.








