Cresciuta sui sentieri di montagna, a 13 anni Marta scrive all’Eco di Bergamo per protestare contro un progetto di comprensorio
sciistico. Ora che di anni ne …
L’ estate ha un modo tutto suo di cambiare il ritmo delle giornate. Le scuole chiudono, gli orari si allentano, le serate si allungano. E all’improvviso ci si ritrova con più tempo per fare cose che durante l’anno sembrano sempre rimandate: stare all’aria aperta, incontrarsi, ascoltare una storia. Forse è anche per questo che il teatro estivo ha un fascino particolare. Non è soltanto uno spettacolo da guardare. È un’occasione per fermarsi, condividere emozioni e lasciarsi sorprendere. Soprattutto quando il pubblico è fatto di bambine e bambini, che davanti a una storia riescono ancora a fare una cosa preziosa: credere che tutto sia possibile. Da questa idea nasce «Giocarteatro Estate 2026», la versione estiva della rassegna per famiglie di Teatro Prova che quest’anno sceglie di uscire ancora una volta dai propri spazi abituali per incontrare la città in luoghi diversi, vivi e attraversati ogni giorno da persone, relazioni e attività.
(Foto Alessandro Alberti)
L’estate della Compagnia è infatti iniziata con la felice collaborazione con il Comune di Bergamo e l’Associazione Climarte, attraverso la partecipazione alla «Notte Bianca dell’Ambiente» il 5 giugno scorso, quando è stato messo in scena lo spettacolo per famiglie «La discarica di Cenerentola» presso il parco di Palazzo Frizzoni, in centro a Bergamo. Da oltre quarant’anni Teatro Prova lavora sul territorio bergamasco costruendo spettacoli, percorsi educativi e occasioni di incontro dedicate alle nuove generazioni. Nata nel 1983 da un’intuizione del regista e attore Umberto Verdoni, la Compagnia è oggi una delle realtà di riferimento del teatro per ragazzi a livello nazionale. Ma al di là dei riconoscimenti e delle produzioni portate in scena in tutta Italia, c’è un’idea che continua a guidarne il lavoro: quella di un teatro vicino alle persone, capace di abitare i luoghi del territorio e dialogare con le comunità che li vivono. Per questo la scelta di Edonè non è casuale.








