Bergamasca classe 1986, attrice e autrice, racconto ciò che conosco: teatro e musica. Attenta ascoltatrice e femminista.

Non nasce in una settimana, ma in dodici mesi: «Baleno festival» è il momento in cui tutto diventa visibile. Dal 3 al 7 giugno il Parco Ermanno Olmi di Bergamo torna a essere attraversato da laboratori, musica, performance e incontri per l’ottava edizione di «Baleno», l’ happening del progetto «Tantemani» della cooperativa sociale Patronato San Vincenzo. Un appuntamento che nasce da un lavoro continuo durante tutto l’anno, fatto di relazioni, progettualità condivise e collaborazioni che trovano nel festival il loro momento di esposizione pubblica: quando ciò che normalmente abita i laboratori esce fuori e incontra la città. Più che una somma di eventi, «Baleno» si presenta come un organismo in movimento, un intreccio di pratiche, persone e tempi lunghi che si sedimentano fino a diventare spazio condiviso. È in questa dimensione che prende forma l’edizione 2026, dove la direttrice organizzativa Simona Rota riassume in due parole lo spirito multiforme di tutto il lavoro: «Con entusiasmo!». Perché dietro la complessità della macchina organizzativa, tra progettazione e cura delle relazioni, resta una verità molto concreta: «”Baleno” è anche, e soprattutto, una festa». E nelle feste si sta insieme, si attraversano i luoghi, si abita il tempo in modo diverso.