Tortolì.21 giugno 2026 alle 00:42Paolo Dellachà: «La natura è assoluta e ignora il passaggio dell’uomo»

La tela trattiene un giorno d’estate, prima che scivoli via. C’è uno sguardo che arriva dal mare della Liguria e si posa, quasi in silenzio, sulle rocce ogliastrine. Occhi abituati a una costa stretta, compressa tra montagne e città nella Sardegna orientale scoprono invece spazi larghi, luce assoluta e una natura che sembra ignorare il passaggio dell’uomo. È da questo incontro che nasce “Giorno d’estate”, la mostra del pittore genovese Paolo Dellachà, in svolgimento alla biblioteca comunale Emilio e Joyce Lussu di Tortolì.

La giornata

Venticinque opere, quasi tutte a olio su tela, costruiscono un racconto che attraversa l’arco di una giornata estiva in Ogliastra: l’alba chiara sulle coste, il bianco abbagliante del pomeriggio, le ombre lunghe del tramonto. In mezzo, qualche apparizione ligure, discreta, quasi un controcanto. «Un intruso che non disturberà troppo il protagonista», lo definisce lui stesso. Dellachà di mestiere fa l’avvocato, ma da ragazzo studia pittura nello studio del maestro genovese Giuseppe Cardillo. Per anni mette da parte i pennelli, fino all’incontro con la gallerista Simona Oliveti. Curiosamente, Genova conta poco nella formazione del suo immaginario artistico, per molto tempo dipinge soprattutto montagne valdostane e paesaggi urbani lontani dalla sua città. Il mare arriva dopo, e con lui l’Ogliastra. La prima volta la scopre nel 2009, ospite di amici a Tortolì, quando rimane profondamente colpito dal paesaggio, che gli suscita soggezione e meraviglia. Torna nel 2021 e il suo rientro a Genova è accompagnato dal desiderio di visitarla ancora, trasformando quell’esperienza in pittura. «In Liguria la presenza umana condiziona ogni cosa. Qui invece la costa ha un aspetto titanico, quasi indifferente alla presenza dell’uomo e al passare delle ore», spiega. Lo sguardo più interessante della mostra è questo: un uomo arriva da lontano e coglie dettagli che chi vive quotidianamente questi luoghi rischia di dare per scontati. Dellachà, però, rifiuta l’idea di un’Ogliastra ridotta a cartolina turistica. «Non è un parco divertimenti – dice – ma un territorio vivo, che richiede disponibilità all’osservazione. I residenti mi sembrano ben consapevoli del loro legame con questi luoghi straordinari e la cultura locale».