Da anni esplora il tema della fragile e precaria condizione umana nel mondo, mettendo in forma una dialettica originale tra individualità e moltitudine, capace di restituire la complessa relazione che gli uomini intrattengono con se stessi e l’ambiente che li circonda. Allo scultore torinese Carlo D’Oria, la Galleria Umberto Benappi dedica la mostra Incontri. L’opening – che inaugura la stagione estiva della Galleria a Sansicario Alto – è in programma sabato 28 giugno alle 18. Esposta, una selezione di opere realizzate tra il 2011 e il 2025 dall’artista, a tracciare un percorso creativo che si sviluppa tra sculture, installazioni e figure simboliche. Dove i materiali poveri e industriali, come il ferro, il corten, la resina, la cera, dialogano con i materiali nobili, come il marmo e il bronzo.
Tra i lavori più recenti segnaliamo Nebbia (2024), emblema della riflessione sull’impermanenza: figure evanescenti si dissolvono nella materia, evocando la perdita, la memoria e il lento svanire del tempo. Un’opera che si fa poesia visiva, dove ogni forma suggerisce un ricordo che si affievolisce. Attraverso un linguaggio plastico essenziale ma denso di significati, Carlo D’Oria costruisce un racconto scultoreo fatto di ingranaggi esistenziali, pensatori erranti, uomini armati di interiorità. Un “incontro”, appunto, con l’umano.







