La Galleria Umberto Benappi, con il supporto creativo di Riccardo Pietrantonio, prosegue la stagione espositiva nella sede di montagna a Sansicario Alto con la mostra Nel solco della voce - Marzio Zorio, secondo appuntamento della rassegna estiva “Esposta. Arte ad alta quota”.
Composta da suoni umani e non, la voce è un respiro articolato, una vibrazione incarnata capace di estendersi oltre i confini del corpo. Sebbene sia stata spesso considerata solo uno strumento di comunicazione – e altrettanto spesso subordinata alla parola che veicola – la voce si scardina da questo ruolo per riprendere possesso della propria identità, assumendo forme di iscrizione che permangono nel tempo e nello spazio.
Numerosi studiosi hanno indagato la voce da diverse angolazioni distinguendone, in primis, l'aspetto sonoro da quello concettuale (Jacques Derrida, Algeria 1930 – Parigi 2004), o esplorando la soglia che la separa dal mondo animale. Su questo punto si concentra il pensiero del filosofo italiano Giorgio Agamben (Roma, 1942), secondo il quale la voce è un «non – più» e un «non – ancora», ponendosi «tra l'insignificanza animale e la formalizzazione significante del mondo umano, del suono naturale che non si è ancora innalzato al livello del linguaggio».






