Più memoria, maggiore attenzione, tempi di reazione più rapidi e meno stress
L’acqua non è solo un ambiente ideale per muoversi senza sovraccaricare articolazioni e muscoli. Sempre più ricerche suggeriscono che il nuoto possa avere effetti positivi anche sul cervello, con benefici che riguardano memoria, attenzione, umore e capacità cognitive. E non serve essere Federica Pellegrini per goderne. Uno studio condotto su giovani adulti ha dimostrato che bastano 20 minuti di nuoto a rana a intensità moderata per osservare un miglioramento netto delle funzioni cognitive.
Memoria e apprendimento
Uno dei possibili effetti del nuoto riguarda la plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello di creare e rafforzare nuove connessioni tra i neuroni. L’attività fisica può favorire la produzione del BDNF, una proteina coinvolta proprio nei processi di apprendimento e memoria. L’ippocampo, l’area del cervello che svolge un ruolo centrale nella formazione dei ricordi, sembra essere particolarmente coinvolto. Alcune ricerche hanno osservato una relazione tra attività fisica, BDNF e salute dell’ippocampo. Negli studi condotti sui bambini, inoltre, una sessione di attività in acqua è stata associata a una maggiore capacità di ricordare informazioni appena apprese.







