Un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha sviluppato un nuovo tipo di filato elastico realizzato interamente in polietilene, pensato per superare uno dei principali ostacoli al riciclo tessile: la presenza di spandex nella maggior parte dei capi in commercio. Secondo le stime citate dal team, circa l'80% dei tessuti venduti negli Stati Uniti contiene una quota di elastan, materiale molto utilizzata per elasticizzare i tessuti, ma che rende i capi di fatto non riciclabili senza trattamenti chimici complessi e costosi.

Il problema nasce dalla struttura stessa dei filati elastici tradizionali, composti da un'anima in spandex (poliuretano) rivestita da una guaina in poliestere o nylon. Le due componenti, chimicamente incompatibili, richiedono una separazione preventiva prima di poter essere recuperate singolarmente: un processo che nella pratica viene raramente adottato, condannando la maggior parte degli indumenti elastici alla discarica o all'incenerimento. Il team stima che solo negli Stati Uniti vengano gettati ogni anno circa 37 milioni di chilogrammi di tessuti a persona su base aggregata, per un totale che supera gli 11 milioni di tonnellate.

La soluzione proposta dal gruppo guidato da Svetlana Boriskina, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Meccanica del MIT, si basa su una scoperta fatta nel 2021: l'utilizzo del polietilene, il polimero termoplastico più diffuso al mondo, come materiale tessile.