di
Alessandro Bocci
Il presidente della Figc opta per l'ex ct, che per l'Italia aveva rifiutato delle offerte. Conte il preferito dalla tifoseria
Il sogno di Giovanni Malagò è naufragato. Voleva rilanciare il calcio italiano attraverso la condivisione con Paolo Maldini e Leonardo e invece dopo appena diciassette giorni complicati l’armonia si è spezzata e il presidente federale, scosso dalle polemiche e dai veleni sul Pirlo-gate, ha preso la decisione di andare avanti di testa sua. «Decido io» ha ripetuto entrando e uscendo a ripetizione da via Allegri in un lungo lunedì di passione. Ha bocciato in maniera definitiva la candidatura di Pirlo e ha deciso di puntare su un ct strutturato, che sappia fronteggiare l’emergenza di una Nazionale rimasta fuori dagli ultimi tre Mondiali.
In un lampo siamo tornati indietro di oltre un mese, quando i nomi sul taccuino erano quelli di Roberto Mancini, il preferito dello stesso Malagò e di Antonio Conte, suggerito con forza ogni giorno dalla Lega di serie A. Due ex agli antipodi. Mancio ha vinto l’Europeo 2021 ma se n’è andato dalla sera alla mattina inseguendo i petrodollari arabi e lasciando la Figc in grave difficoltà. Antonio, l’uomo degli scudetti, ha guidato all’Europeo 2016 una delle Nazionali meno forti ma più entusiasmanti e promette di dare una scossa alla squadra che deve ritrovare orgoglio e dignità. Il problema, semmai, è sulla durata del rapporto visto che Conte non è mai rimasto per più di tre anni (alla Juventus) sulla stessa panchina.














