Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Il nuovo progetto è già fallito, il passato vincente è l’unica garanzia di rilanciare il futuro. Roberto Mancini è di nuovo il favorito su Antonio Conte come prossimo ct azzurro. Giovanni Malagò farà solo il suo nome oggi all’infuocato Consiglio Federale delle 12.30, Mancio spera di non rimanere scottato: pregusta il ritorno a Coverciano da quaranta giorni, da quando proprio il presidente Figc gli ha promesso quel bis in panchina, prima ancora d'essere eletto dall’assemblea del 22 giugno. Era la fine di maggio, il tecnico di Jesi aveva già deciso di lasciare il Qatar a prescindere da quello che sarebbe stato il suo destino. Riprendersi la Nazionale, dopo aver pubblicamente chiesto scusa per il brusco addio dell’agosto 2023, è già un moto di riscatto. Roberto vuole rilanciare il progetto giovani (cinquantasette esordienti, fra cui Mancini, Barella, Kean, Tonali e Zaniolo) interrotto insieme a quello degli oriundi (vedi Jorginho, Retegui e Gnonto) e ha ancora il fuoco azzurro dentro, il desiderio di partecipare finalmente a un Mondiale dopo la batosta ai play off contro la Macedonia del Nord. Ma oggi Malagò dovrà definitivamente superare l'opposizione della Serie A, dopo quella di Paolo Maldini e Leonardo. La delega della scelta del ct ai due ex Milan sembrava aver spezzato il sogno del Mancio, ma ora il vento è già cambiato.