Il conto degli incendi non si misura soltanto in ettari bruciati, perché dietro le superfici percorse dalle fiamme ci sono famiglie costrette ad abbandonare le proprie case, spesso con poco preavviso e senza sapere quando potranno rientrare, mentre l’esposizione al rischio si distribuisce in modo tutt’altro che uniforme tra territori e fasce sociali.

Un’analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), realizzata incrociando i dati satellitari dell’European forest fire information system (Effis) relativi al periodo 2019-2023 con quelli demografici Eurostat, stima che in Europa circa 270mila persone vivano in aree percorse dal fuoco almeno una volta in quei cinque anni, e l’esposizione si concentra soprattutto nell’Europa meridionale. Italia compresa.

La Spagna ha dovuto dichiarare l’emergenza nazionale dopo che gli incendi hanno imposto l’evacuazione di oltre 10mila persone nella Comunità di Madrid e di altre 1.500 nella vicina provincia di Ávila. Ma la geografia delle fiamme attraversa anche Francia e Italia, dentro un quadro europeo già ben oltre la normalità: al 15 luglio 2026 nell’Unione europea erano bruciati 167.326 ettari, una superficie superiore alla media registrata nello stesso periodo tra il 2006 e il 2025.