BRUXELLES - Bisogna abituarsi a un'emergenza permanente, che si ripeterà quasi ogni anno. E' un quadro di realismo quello che dipinge la Commissione europea di fronte al divampare delle fiamme in Francia e Spagna, due focolai ancora non domati, che hanno finora raggiunto i 42mila ettari nel primo caso e gli 80mila ettari nel secondo, con quasi 91.000 persone colpite, evacuate o costrette a rimanere nelle proprie case. E le proiezioni in base alle condizioni atmosferiche del rischio incendi elaborate dal satellite Copernicus lanciano l'allarme su altri territori europei, a cominciare da Spagna, Francia, Grecia ma anche Italia, nei prossimi giorni.
La penisola iberica, assieme al Portogallo, aveva già battuto un record lo scorso anno quando in soli 15 giorni aveva visto ben 400.000 ettari di territorio andare in fiamme. In Francia, invece, non è stato ancora superato il triste record del 1949, che ha bruciato più o meno nella stessa area, provocando 82 vittime. Il punto - spiegano funzionari del Coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea - è che in queste condizioni non basta nemmeno l'azione di contrasto degli aerei e dei pompieri sul campo, perché contro fiamme di oltre 15 metri e una velocità di propagazione di oltre quattro chilometri l'ora, "la risposta non è sufficiente, non puoi fare niente, se non proteggere le persone". La risposta è invece la riduzione del rischio e la prevenzione, con azioni di sensibilizzazione e analisi del materiale vegetale che cominciano già in autunno. "Sarà un problema che diventerà quasi annuale. Il nostro obiettivo non è combattere più incendi, ma piuttosto adottare una politica globale che minimizzi il rischio e prevenga i roghi fin dall'inizio", spiega una portavoce dell'Esecutivo Ue. Non che la risposta all'emergenza sia mancata, anzi. Nei giorni scorsi grazie al Meccanismo di protezione civile dell'Ue, che riguarda oltre ai 27 altri dieci Paesi limitrofi, l'Ue ha inviato in Francia sette aerei e quattro elicotteri provenienti da diversi Stati membri, mentre in Spagna sono stati mobilitati sei aerei provenienti da Grecia, Italia e Turchia, oltre a 134 persone e 41 veicoli dal Portogallo. Se tali offerte nazionali non sono sufficienti, l'Ue può attingere a rescEU, la sua riserva strategica, che comprende una flotta di 22 aerei e cinque elicotteri. Si tratta di una flotta temporanea, piegano da Palazzo Berlaymont, che sarà sostituita presto da una flotta permanente di 12 aerei più cinque elicotteri, "ma la produzione di queste attrezzature richiede tempo, i primi velivoli sarà disponibili dal 2027, mentre gli ultimi saranno consegnati entro il 2030".










