Francia e Spagna stanno vivendo uno degli anni peggiori in termini di danni ambientali. Nelle ultime ore la situazione è leggermente migliorata, ma dall'inizio dell'emergenza le conseguenze causate dagli incendi sono state terribili e presto potrebbe coinvolgere tutta l'Europa, come ha dichiarato Maria Zuber, responsabile del Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'Ue (Ercc).
Il picco in entrambe le nazioni, confinanti e divise dai Pirenei, è stato raggiunto nelle giornate del 26 e 27 luglio, ma una nuova ondata di calore prevista per questi ultimi giorni di luglio e i primi di agosto potrebbe nuovamente causare disagi la cui entità rischia di essere ancora più grave e distruttiva di quella vista finora.
La situazione in Spagna
La Spagna è stato il Paese più colpito dall'emergenza ambientale. Dall'inizio dell'anno sono andati in fumo circa 207mila ettari di terreni, il numero più alto mai registrato nella storia del Paese.
Le regioni più colpite (in totale sono più di 200) sono l'area di Madrid e la provincia di Avila, ma negli ultimi giorni è stata minacciata anche la zona di Valencia, precisamente a Castellòn, dove circa 15mila persone sono state costrette a evacuare. Complessivamente, sono andati in fumo circa 50mila ettari ad Ávila, intorno di 28mila ettari nella Comunità di Madrid e di circa 10mila ettari a Castellón.













