di
Federica Gabrieli
Il dottor Piovesan: «Tagli e ustioni nascosti sotto i vestiti, i genitori a volte minimizzano»
«Arrivano in studio con felpe a maniche lunghe anche a giugno. E quando chiedo di scoprirsi, esitano». Il gesto è sempre lo stesso: un attimo di pausa, lo sguardo che si abbassa, la mano che resta ferma.Come se la pelle, più che un organo, fosse una frontiera». Nel suo studio di Oderzo, nel Trevigiano, il dottor Simone Piovesan questa scena l’ha vista ripetersi sempre più spesso negli ultimi anni. Dermatologo con oltre vent’anni di esperienza, oggi lavora tra strutture sanitarie e case di cura private convenzionate. Ma quello che arriva davanti a lui non è sempre un problema dermatologico. A volte è qualcosa di più difficile da capire: autolesionismo negli adolescenti. Tagli sottili, ustioni circolari, segni geometrici difficili da spiegare. Oppure chiazze di capelli mancanti, attribuite a stress, dermatiti, cause accidentali. Molti genitori accompagnano i figli in visita, convinti che si tratti di un’allergia o di un’irritazione. La diagnosi, invece, è un’altra .Queste scene sono diventate più frequenti?«Sì, assolutamente. L’autolesionismo negli adolescenti è un fenomeno che ha cambiato frequenza e visibilità. Soprattutto dopo il Covid. In medicina anche variazioni apparentemente piccole sono significative: si è passati da circa il 13% fino a sfiorare il 20%, secondo stime internazionali».









