di
Cristina Ravanelli
La vergogna di scoprirsi può diventare un disagio profondo. Colpisce femmine e maschi e può portare a privarsi di relazioni ed esperienze. Che cosa devono fare (o non fare) i genitori, i segnali da non sottovalutare
Il costume da bagno di Federica, 15 anni, non ha mai visto la luce nell'unica stagione in cui dovrebbe essere protagonista. È chiuso in un cassetto. Quando le amiche organizzano una giornata in piscina o al mare, lei trova sempre una scusa per non andare: «Non mi sento bene», «Devo studiare». La verità però è un'altra. L'idea di mostrarsi in costume le provoca un'ansia così intensa da farle rinunciare a momenti di svago, amicizie e libertà. Quello di Federica non è un caso isolato. La cosiddetta «ansia da bikini» è diventata una delle espressioni più diffuse del disagio legato all'immagine corporea in adolescenza. La conferma arriva anche da TikTok, dove migliaia di ragazze pubblicano video con hashtag come #bikinianxiety, accompagnati da frasi come: «Non sono degna di indossare un costume da bagno» oppure «Come evitare di andare in spiaggia o in piscina».
Sentirsi «sbagliati»Durante l'estate la vergogna può diventare l'emozione dominante. Il corpo viene percepito come «sbagliato», «troppo grasso», «troppo magro» o semplicemente «non abbastanza», soprattutto nel confronto continuo con le immagini perfette che popolano i social. «La vergogna è l'emozione cardine dell'adolescenza e può emergere con particolare forza quando arriva il momento di mettersi in costume», spiega Roberta Porta, psicoterapeuta e membro del comitato tecnico-scientifico di Peso Positivo, iniziativa dell'Associazione Famiglia Peppino Fumagalli impegnata nella prevenzione dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione. «Svestirsi significa esporsi proprio mentre il corpo cambia rapidamente e non sempre in modo armonioso. Diventa più visibile, più soggetto a commenti e giudizi. Se a questo si aggiungono i modelli irrealistici proposti dai social, è facile che molti ragazzi si chiedano: "Se sono diverso, come posso piacere agli altri?"».











