Quando parliamo di ferite, pensiamo sempre a qualcosa che sanguina, visibile, che si può curare con dedizione. Alcune ferite, però, hanno il volto di un sorriso, di una ragazza che sembra stare bene, di qualcuno che magari è preparatissimo in tutte le materie, ma che dentro sta combattendo una guerra nascosta, senza armi. Ed è così che si presentano i disturbi alimentari: una delle piaghe più silenziose della contemporaneità. Il cibo è solo l’elemento esterno, ma in realtà il dolore è molto più profondo e parla di solitudine e di identità.
È da questa sofferenza silenziosa che nasce Qualcosa di lilla (Solferino e Rai Libri), di Maruska Albertazzi, ospite de Il Piacere della Lettura presso la libreria Arethusa di Roma. Un romanzo che parla al cuore di numerosissime adolescenti, tanto da essere diventato anche un film TV per Rai Uno, prima ancora della sua pubblicazione.
La storia ha due protagoniste: Nicole e Luce. Due adolescenti che sembrano appartenere a mondi agli antipodi. Nicole si rifugia nel suo intelletto, nella matematica soprattutto, e considera il proprio corpo qualcosa di estraneo. Luce è bella, popolare, apparentemente perfetta, ma il suo segreto è la bulimia. Le due ragazze si incontrano nelle loro fragilità così diverse e il lettore viene accompagnato in un territorio oscuro: quello in cui il corpo diventa luogo di sofferenza, anziché di vita.







