«Tutto il tempo che avevo passato a prepararmi, gli articoli che mi insegnavano che in realtà la vita era solo una sala d’attesa finché qualcuno non ti notava: i maschi lo stesso tempo l’avevano passato a diventare sé stessi».
Questa frase è tratta dal bellissimo romanzo d’esordio della scrittrice statunitense Emma Cline, Le ragazze. Lo leggevo nel giugno 2016, a ventidue anni, amandolo moltissimo, e sentivo tutta la verità e la drammaticità di quell’affermazione. Come se improvvisamente avessi realizzato la quantità mostruosa di ore che mi erano state sottratte e che continuavano ancora a venirmi sottratte solo perché ero donna.






