Apprendo dalla stampa che la Regione Toscana starebbe valutando di trasferire un certo numero di suini di Cinta senese sull'isola di Pianosa per proteggerli dal rischio della peste suina africana. La tutela della Cinta Senese, una razza autoctona di straordinario valore storico, culturale e genetico, è certamente un obiettivo condivisibile. La Regione Toscana fa bene a preoccuparsi della sua conservazione.
Credo però che la soluzione individuata sia sbagliata. Non perché non si debba salvare la Cinta Senese, ma perché Pianosa è il luogo meno adatto per farlo. Le ragioni sono semplici: Pianosa è un Parco Nazionale ed è un'isola. Ognuna di queste caratteristiche dovrebbe essere sufficiente a sconsigliare un'operazione di questo tipo. Le due caratteristiche combinate la rendono difficilmente giustificabile.
L'isola fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. I parchi nazionali, secondo gli standard internazionali della Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), riconosciuta dalle Nazioni Unite, e secondo la stessa legge italiana, hanno come finalità primaria la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi naturali. La nostra normativa riconosce, anche il valore culturale dei paesaggi e delle attività tradizionali, motivo per cui molti parchi italiani ospitano anche pratiche agricole e pastorali storiche. Ma questo non significa che un Parco Nazionale possa diventare il luogo in cui trasferire specie o razze domestiche estranee alla storia naturale del territorio.












